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	<title>ARCHITETTURA &#8211; DIMORARCHITETTURA</title>
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	<description>l&#039;architettura è di casa</description>
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	<title>ARCHITETTURA &#8211; DIMORARCHITETTURA</title>
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	<item>
		<title>Isola di calore urbana: 5 strategie per migliorare la vivibilità e il comfort ambientale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[David Moscuzza]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Dec 2025 17:34:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ARCHITETTURA]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibile]]></category>
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					<description><![CDATA[Il fenomeno dell&#8217;isola di calore urbana rappresenta oggi una delle sfide più critiche per chi si occupa di architettura e progettazione sostenibile. Comprendere come mitigare l&#8217;isola di calore urbana non è più solo una scelta estetica, ma una necessità tecnica per garantire il comfort ambientale e la salute pubblica nelle nostre città moderne. In questo [&#8230;]]]></description>
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<p>Il fenomeno dell&#8217;<strong>isola di calore urbana</strong> rappresenta oggi una delle sfide più critiche per chi si occupa di architettura e progettazione sostenibile. Comprendere come mitigare l&#8217;<strong>isola di calore urbana</strong> non è più solo una scelta estetica, ma una necessità tecnica per garantire il <strong>comfort ambientale</strong> e la salute pubblica nelle nostre città moderne.</p>



<p>In questo articolo esploreremo le soluzioni più efficaci per trasformare gli spazi pubblici da accumulatori termici a oasi vivibili, analizzando il ruolo dei materiali, della vegetazione e dell&#8217;acqua.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<figure class="wp-block-image alignfull size-large"><img data-dominant-color="666d58" data-has-transparency="false" style="--dominant-color: #666d58;" fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="595" src="https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2025/12/Utilizzo-di-verde-e-acqua-in-citta-1024x595.avif" alt="Una piazza urbana alberata con uno specchio d'acqua centrale e bambini che giocano in una fontana a getti, un esempio pratico di come l'uso dell'acqua e la presenza di alberi in città contribuiscano a migliorare il comfort ambientale e la vivibilità, contrastando l'isola di calore urbana." class="wp-image-1923 not-transparent" srcset="https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2025/12/Utilizzo-di-verde-e-acqua-in-citta-1024x595.avif 1024w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2025/12/Utilizzo-di-verde-e-acqua-in-citta-300x174.avif 300w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2025/12/Utilizzo-di-verde-e-acqua-in-citta-768x446.avif 768w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2025/12/Utilizzo-di-verde-e-acqua-in-citta-1536x892.avif 1536w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2025/12/Utilizzo-di-verde-e-acqua-in-citta-2048x1189.avif 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">1. Cos&#8217;è l’isola di calore urbana e come influenza la città?</h2>



<p>L’<strong>Isola di Calore Urbana (Urban Heat Island)</strong> è quel fenomeno per cui le aree cittadine registrano temperature significativamente più alte rispetto alle zone rurali circostanti, specialmente durante le ore notturne.</p>



<p>Contrariamente a quanto si possa pensare, l&#8217;UHI non è un fenomeno casuale, ma è strettamente influenzato da:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Morfologia urbana:</strong> La densità e l&#8217;altezza degli edifici creano i cosiddetti &#8220;canyon urbani&#8221; che intrappolano la radiazione.</li>



<li><strong>Materiali costruttivi:</strong> L&#8217;uso massiccio di superfici scure e impermeabili (asfalto, cemento) che accumulano energia termica.</li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">2. Il potere dell’Albedo: riflettere per raffrescare</h2>



<p>Per contrastare l&#8217;<strong>isola di calore urbana</strong>, uno dei parametri tecnici più importanti è <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Albedo" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;<strong>albedo</strong></a>. L&#8217;albedo è un coefficiente che misura la capacità di un materiale di riflettere la radiazione solare.</p>



<p>Dal punto di vista fisico, può essere espresso con la seguente formula:</p>



<div style="text-align: center; font-family: 'Georgia', serif; font-size: 1.2em; margin: 20px 0;">
    <span style="vertical-align: middle;">Albedo = </span>
    <div style="display: inline-block; vertical-align: middle; text-align: center;">
        <div style="border-bottom: 1px solid #000; padding: 0 10px;">Radiazione Riflessa</div>
        <div style="padding: 0 10px;">Radiazione Incidente</div>
    </div>
</div>



<p>Utilizzare materiali ad alto albedo (superfici chiare o &#8220;cool materials&#8221;) permette di ridurre drasticamente l&#8217;assorbimento termico delle pavimentazioni e delle coperture, migliorando immediatamente la <strong>vivibilità urbana</strong> a scala pedonale.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><strong>Nota tecnica:</strong> Per una valutazione completa, l&#8217;albedo va associato all&#8217;<strong>emissività termica</strong>, ovvero la capacità del materiale di rilasciare il calore accumulato sotto forma di radiazione infrarossa.</p>
</blockquote>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">3. Alberi in città: molto più che semplice decorazione</h2>



<p>L&#8217;inserimento di alberi è una delle <strong>soluzioni basate sulla natura</strong> (NBS) più efficaci. I benefici ambientali della vegetazione sono duplici:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Ombreggiamento:</strong> Riduce la temperatura radiante delle superfici, proteggendo le persone dalla radiazione diretta.</li>



<li><strong>Evapotraspirazione:</strong> Le piante rilasciano vapore acqueo nell&#8217;aria, sottraendo calore all&#8217;ambiente e abbassando la temperatura dell&#8217;aria circostante.</li>
</ul>



<p>Progettare il verde significa dunque agire direttamente sulla percezione del calore e sulla qualità dell&#8217;aria.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">4. Raffrescamento con l’acqua: variabili e potenzialità</h2>



<p>Ecco il paragrafo aggiornato con l&#8217;integrazione storica e tecnica che hai richiesto. L&#8217;aggiunta non solo arricchisce il contenuto, ma aumenta anche l&#8217;autorevolezza dell&#8217;articolo citando esempi classici di architettura bioclimatica.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h3 class="wp-block-heading">4. Raffrescamento con l’acqua: variabili e potenzialità</h3>



<p>L&#8217;acqua è un sistema di raffrescamento estremamente potente, ma la sua efficacia non è universale. Quando inseriamo fontane, specchi d&#8217;acqua o sistemi di nebulizzazione nel progetto, dobbiamo ricordare che l’efficacia dell’acqua dipende dalle condizioni di irraggiamento e umidità relativa. In climi molto secchi, il raffrescamento evaporativo può abbassare le temperature di diversi gradi, mentre in climi già saturi di umidità, il suo effetto di comfort ambientale risulta molto più limitato.</p>



<p><strong>Un esempio magistrale di questa tecnica ci viene offerto dalla storia, con l&#8217;utilizzo sapiente dell&#8217;acqua operato dagli Arabi anche in Sicilia.</strong> Attraverso l&#8217;integrazione di fontane, canali (i cosiddetti <em>qanat</em>) e giardini lussureggianti — come quelli dei palazzi della Zisa o della Cuba a Palermo — gli Arabi erano in grado di raffrescare gli spazi interni ed esterni sfruttando proprio il principio dell&#8217;evaporazione e il movimento costante dei flussi idrici. Questa sapienza antica ci ricorda che l&#8217;acqua non è solo un elemento decorativo, ma un pilastro della progettazione bioclimatica capace di mitigare l&#8217;<strong>isola di calore urbana</strong> e trasformare il calore torrido in un microclima rigenerante.</p>



<p>L&#8217;edificio pubblicato <a href="https://www.dmrarchitettura.it/progetti/progetto-di-una-villa-a-noto/">Dimora Prainito</a> è stato progettato per disponendo gli ambienti in modo tale da sfruttare l&#8217;orientamento, gli affacci sulla vallata, e un lucernario al centro dell&#8217;ampio soggiorno migliora la circolazione dell&#8217;aria interna, utilizzando anche la vicina piscina per raffrescare l&#8217;aria in entrata.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">5. Verso una nuova vivibilità urbana</h2>



<p>La <strong>vivibilità urbana</strong> non si misura solo in metri quadri di verde, ma include l&#8217;intero spettro delle condizioni di comfort degli spazi pubblici. Una corretta <strong>riqualificazione edilizia</strong> e urbana deve oggi integrare:</p>



<ol start="1" class="wp-block-list">
<li>Materiali a bassa inerzia termica.</li>



<li>Sistemi di ombreggiamento intelligenti.</li>



<li>Superfici permeabili per il ciclo dell&#8217;acqua.</li>
</ol>



<p>Solo attraverso una visione olistica del microclima potremo progettare città realmente resilienti.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h3 class="wp-block-heading">Conclusione: il ruolo dell&#8217;architetto</h3>



<p>Mitigare l&#8217;<strong>isola di calore urbana</strong> è un dovere progettuale. Che si tratti di un piccolo intervento di arredo urbano o di un grande piano attuativo, ogni scelta cromatica e materica influisce sul benessere dei cittadini.</p>



<p><strong>Stai progettando un intervento di riqualificazione e vuoi ottimizzare il comfort ambientale del tuo spazio?</strong> Contattami per una consulenza tecnica o per approfondire l&#8217;uso dei materiali riflettenti nei tuoi progetti.</p>



<p></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Consumo energetico: 5 semplici aspetti da curare per risparmiare in casa.</title>
		<link>https://www.dmrarchitettura.it/consumo-energetico-in-casa-come-risparmiare/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[David Moscuzza]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Mar 2025 20:26:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ARCHITETTURA]]></category>
		<category><![CDATA[Quotidiana]]></category>
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					<description><![CDATA[Guida pratica al risparmio energetico della casa. Il risparmio energetico in una casa richiede un approccio olistico e una combinazione di interventi su diverse fonti di consumo energetico.&#160; Attenzione! Voglio metterlo subito in chiaro: non parleremo di sacrifici. Il confort viene prima di tutto. Il problema è che l&#8217;idea di confort fino a qualche anno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Guida pratica al risparmio energetico della casa.</h2>



<p>Il risparmio energetico in una casa <strong>richiede un approccio olistico</strong> e una combinazione di interventi su diverse fonti di consumo energetico.&nbsp;</p>



<p>Attenzione! Voglio metterlo subito in chiaro: non parleremo di sacrifici. <strong>Il confort viene prima di tutto.</strong> <br>Il problema è che l&#8217;idea di confort fino a qualche anno fa corrispondeva a <strong>lusso che spesso è stato sinonimo di superfluo</strong>. Bene, oggi abbiamo finalmente capito che si può stare anche meglio mantenendo una soglia di benessere ottimale, <strong>tagliando gli eccessi</strong>. Questo è possibile monitorando i consumi, misurando le necessità, modulando entrambi alla <strong>ricerca dell&#8217; equilibrio perfetto</strong>.</p>


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							Di cosa andremo a parlare..						</div>
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						<ol class="uagb-toc__list"><li class="uagb-toc__list"><a href="#guida-pratica-al-risparmio-energetico-della-casa" class="uagb-toc-link__trigger">Guida pratica al risparmio energetico della casa.</a><li class="uagb-toc__list"><a href="#misurare-il-consumo-energetico-con-lape" class="uagb-toc-link__trigger">Misurare il consumo energetico con l&#039;APE.</a><li class="uagb-toc__list"><a href="#le-fonti-di-consumo-energetico-in-casa-e-come-domarle" class="uagb-toc-link__trigger">Le fonti di consumo energetico in casa e come domarle.</a><ul class="uagb-toc__list"><li class="uagb-toc__list"><a href="#1-riscaldamento-e-raffreddamento" class="uagb-toc-link__trigger">1. Riscaldamento e raffreddamento.</a><li class="uagb-toc__list"><li class="uagb-toc__list"><a href="#2-illuminazione" class="uagb-toc-link__trigger">2. Illuminazione.</a><li class="uagb-toc__list"><li class="uagb-toc__list"><a href="#3-elettrodomestici" class="uagb-toc-link__trigger">3. Elettrodomestici.</a><li class="uagb-toc__list"><li class="uagb-toc__list"><a href="#4-acqua-calda" class="uagb-toc-link__trigger">4. Acqua calda.</a><li class="uagb-toc__list"><li class="uagb-toc__list"><a href="#5-elettronica-di-consumo" class="uagb-toc-link__trigger">5. Elettronica di consumo.</a></li></ul></li><li class="uagb-toc__list"><a href="#conclusioni" class="uagb-toc-link__trigger">Conclusioni.</a></ul></ol>					</div>
									</div>
				</div>
			


<p>L&#8217;uso consapevole e razionale delle <strong>risorse energetiche</strong> e l&#8217;adozione di tecnologie ad alta efficienza energetica possono contribuire significativamente alla <strong>riduzione del consumo energetico</strong> complessivo di una casa <strong>senza rinunciare a nulla</strong>. </p>



<p>Ad esempio, <strong>l&#8217;installazione di sistemi di riscaldamento e raffreddamento ad alta efficienza</strong>, l&#8217;utilizzo di lampadine a basso consumo energetico come le <strong>lampadine LED </strong>e la scelta di elettrodomestici ad alta efficienza energetica possono ridurre il consumo energetico mantenendo <strong>alti standard di benessere</strong>. Inoltre, la riduzione del <strong>consumo inutile di elettronica e di elettricità generale</strong> può contribuire ulteriormente a ridurre il consumo energetico complessivo di una casa. In sintesi, <strong>una combinazione di strategie</strong> mirate può contribuire significativamente al risparmio energetico di una casa.</p>



<p>Vediamo più in dettaglio quali sono principali fonti di consumo energetico di una casa e soprattutto <strong>qualche consiglio per ottimizzare il dispendio energetico</strong>, ridurre il fabbisogno e, non smetterei mai di ripeterlo, <strong>senza intaccare il confort.</strong></p>



<p>Le principali fonti di consumo energetico di una casa <strong>sono tante e possono variare</strong> a seconda della località, delle dimensioni e dalla forma dell&#8217;edificio, delle dotazioni dei sistemi elettrici, di riscaldamento/raffreddamento, dalla <strong>composizione dell’involucro dell’edificio</strong>, ma anche dagli ambienti confinanti e dall’esposizione. Insomma, le variabili sembrano <strong>infinite e incontrollabili.</strong> Tuttavia sono stati sviluppati <strong>modelli matematici</strong> per stabilire con incredibile dettaglio il <strong>fabbisogno energetico di un edificio</strong>: il più diffuso e il metodo di calcolo per realizzare il <strong>cosiddetto APE (Attestato di Prestazione Energetica)</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Misurare il consumo energetico con l&#8217;APE.</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="465" src="https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/Ape-energetico-1024x465.jpg" alt="" class="wp-image-1372" srcset="https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/Ape-energetico-1024x465.jpg 1024w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/Ape-energetico-300x136.jpg 300w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/Ape-energetico-768x349.jpg 768w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/Ape-energetico-540x245.jpg 540w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/Ape-energetico-1080x491.jpg 1080w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/Ape-energetico.jpg 1100w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>L&#8217;attestazione di prestazione energetica (APE) viene calcolata attraverso <strong>l&#8217;analisi delle caratteristiche dell&#8217;edificio</strong> e degli impianti, nonché della climatizzazione e dell&#8217;acqua calda sanitaria.</p>



<p>Per calcolare l&#8217;APE, il tecnico abilitato utilizza un <strong>software specifico</strong> che consente di <strong>simulare le prestazioni energetiche</strong> dell&#8217;edificio e di determinare il suo consumo energetico annuo. In particolare, il software tiene conto di <strong>diversi parametri</strong>, tra cui la superficie dell&#8217;edificio, la sua orientazione, la presenza di isolamento termico, l&#8217;efficienza degli impianti di riscaldamento e di raffreddamento, l&#8217;uso di energia da fonti rinnovabili, la destinazione d&#8217;uso del fabbricato, ecc.</p>



<p>Una volta effettuato il calcolo delle prestazioni energetiche dell&#8217;edificio, il tecnico redige l&#8217;attestazione di prestazione energetica che riporta i dati relativi al <strong>consumo di energia dell&#8217;edificio e alla sua classe energetica,</strong> che <strong>va dalla classe A </strong>(edifici ad alta efficienza energetica) <strong>alla classe G </strong>(edifici ad alta dispersione energetica).</p>



<p>L&#8217;attestazione di prestazione energetica <strong>è obbligatoria</strong> in caso di vendita o locazione di un immobile, interventi di ristrutturazione edilizia, nuova costruzione o richiesta di agevolazioni fiscali o contributi pubblici per interventi di efficientamento energetico.</p>



<p><strong>Ti serve un APE?</strong> <a href="https://www.dmrarchitettura.it/servizi-architetto-a-noto/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Contattaci</a>.</p>



<div class="wp-block-contact-form-7-contact-form-selector">[contact-form-7]</div>



<h2 class="wp-block-heading">Le fonti di consumo energetico in casa e come domarle.</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="786" src="https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/pexels-george-milton-7034026-1024x786.jpg" alt="" class="wp-image-1359" srcset="https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/pexels-george-milton-7034026-1024x786.jpg 1024w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/pexels-george-milton-7034026-300x230.jpg 300w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/pexels-george-milton-7034026-768x589.jpg 768w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/pexels-george-milton-7034026-1536x1179.jpg 1536w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/pexels-george-milton-7034026-2048x1572.jpg 2048w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/pexels-george-milton-7034026-1120x860.jpg 1120w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/pexels-george-milton-7034026-540x414.jpg 540w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/pexels-george-milton-7034026-1080x829.jpg 1080w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/pexels-george-milton-7034026-1980x1520.jpg 1980w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Vediamo un elenco dettagliato ed alcuni consigli per migliorare.</p>



<h3 class="wp-block-heading">1. Riscaldamento e raffreddamento.</h3>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="680" src="https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/riscalmanento-con-termosifone-1024x680.jpg" alt="" class="wp-image-1361" srcset="https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/riscalmanento-con-termosifone-1024x680.jpg 1024w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/riscalmanento-con-termosifone-300x199.jpg 300w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/riscalmanento-con-termosifone-768x510.jpg 768w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/riscalmanento-con-termosifone-1536x1020.jpg 1536w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/riscalmanento-con-termosifone-2048x1360.jpg 2048w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/riscalmanento-con-termosifone-1120x744.jpg 1120w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/riscalmanento-con-termosifone-540x359.jpg 540w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/riscalmanento-con-termosifone-1080x717.jpg 1080w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/riscalmanento-con-termosifone-1980x1315.jpg 1980w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>La gestione della temperatura interna di una casa può rappresentare <strong>fino al 50% del consumo energetico totale. </strong>L&#8217;utilizzo di sistemi di riscaldamento e raffreddamento ad alta efficienza possono ridurre significativamente il consumo energetico. Una temperatura confortevole può essere mantenuta attraverso l&#8217;uso di <strong>sistemi di riscaldamento e raffreddamento ad alta efficienza energetica</strong>, come i condizionatori d&#8217;aria, i termosifoni e le più efficienti <strong>pompe di calore.</strong></p>



<p>Una pompa di calore è un sistema di riscaldamento che sfrutta <strong>l&#8217;energia termica presente nell&#8217;aria</strong>, nell&#8217;acqua o nel terreno per produrre calore. Funziona in modo simile ad un condizionatore d&#8217;aria, ma <strong>in senso inverso</strong>: invece di prelevare il calore dall&#8217;ambiente interno ed espellerlo all&#8217;esterno, preleva il calore <strong>dall&#8217;ambiente esterno</strong> e lo trasferisce all&#8217;<strong>interno della casa.</strong></p>



<p>Esistono diversi tipi di pompe di calore, ma tutte hanno un compressore che <strong>comprime il gas refrigerante</strong>, facendolo passare da uno stato di <strong>bassa pressione e temperatura</strong> ad uno stato di <strong>alta pressione e temperatura</strong>. Il gas refrigerante viene quindi fatto passare attraverso un condensatore, dove <strong>cede il calore prelevato dall&#8217;ambiente</strong> esterno all&#8217;acqua o all&#8217;aria che scorre attraverso l&#8217;apparecchio. L&#8217;acqua o l&#8217;aria riscaldata viene poi utilizzata <strong>per riscaldare l&#8217;ambiente interno</strong>.</p>



<p>Le pompe di calore possono essere utilizzate per il riscaldamento degli ambienti e per la produzione di <strong>acqua calda sanitaria</strong>, ma anche per il raffreddamento dell&#8217;ambiente interno durante l&#8217;estate, invertendo il ciclo di funzionamento.</p>



<p><strong>Le pompe di calore sono molto efficienti</strong> dal punto di vista energetico, poiché producono <strong>più calore di quanto ne consumino</strong>. Ad esempio, una pompa di calore ad aria può produrre <strong>fino a tre volte più calore</strong> di quanto ne consumi in elettricità. Inoltre, se accoppiate a fonti di energia rinnovabile come i pannelli fotovoltaici, <strong>sono anche molto ecologiche. Il top!</strong></p>



<p>Per controllare la temperatura della casa si può ridurre il riscaldamento e il raffreddamento in <strong>stanze inutilizzate</strong> attraverso <strong>termostati programmabili</strong> che consentono di controllare in modo preciso la temperatura in ogni ambiente e di ridurre il consumo energetico regolando la temperatura in base alle <strong>esigenze degli occupanti della casa.</strong> </p>



<p>Altri modi per ridurre il consumo energetico riguardano l&#8217;isolamento adeguato delle pareti esterne (<strong>anche il pavimento contro terra e il soffitto di un ultimo piano sono superficie disperdenti!</strong>), l&#8217;isolamento delle finestre e l&#8217;utilizzo di <strong>tende o persiane</strong> per bloccare la luce solare e mantenere la temperatura costante.</p>



<h3 class="wp-block-heading">2. Illuminazione.</h3>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/pexels-rodolfo-clix-1036936-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-1360" srcset="https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/pexels-rodolfo-clix-1036936-1024x683.jpg 1024w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/pexels-rodolfo-clix-1036936-300x200.jpg 300w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/pexels-rodolfo-clix-1036936-768x512.jpg 768w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/pexels-rodolfo-clix-1036936-1536x1024.jpg 1536w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/pexels-rodolfo-clix-1036936-2048x1365.jpg 2048w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/pexels-rodolfo-clix-1036936-1120x747.jpg 1120w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/pexels-rodolfo-clix-1036936-540x360.jpg 540w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/pexels-rodolfo-clix-1036936-1080x720.jpg 1080w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/pexels-rodolfo-clix-1036936-1980x1320.jpg 1980w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>L&#8217;illuminazione è un&#8217;altra fonte importante di consumo energetico, specialmente se si utilizzano lampadine tradizionali. L&#8217;utilizzo di lampadine a basso consumo energetico, come <strong>le lampadine LED, può ridurre significativamente il consumo di energia per l&#8217;illuminazione.</strong> </p>



<p>Le lampadine LED hanno tanti altri vantaggi che giustificano di gran lunga la differenza di prezzo con le <strong>ormai obsolete fonti di illuminazione</strong> <strong>tradizionali</strong>. Tra i vantaggi troviamo un&#8217;alta efficienza luminosa, che significa che producono più luce con meno energia, una lunga durata, che può durare fino a <strong>25.000 ore o più, e una maggiore resistenza agli urti e alle vibrazioni.</strong> Inoltre, le lampadine LED non contengono mercurio e altre <strong>sostanze tossiche</strong> come le lampadine fluorescenti compatte, il che le rende una <strong>scelta più sostenibile</strong> dal punto di vista ambientale. </p>



<p>Infine, le lampadine LED sono disponibili in molte forme e dimensioni diverse, <strong>sono dimmerabili </strong>cioè puó essere modulata la potenza illuminante, <strong>non producono calore</strong> e possono essere utilizzate in qualsiasi tipo di applicazione di illuminazione, rendendole <strong>una scelta versatile per la casa.</strong></p>



<h3 class="wp-block-heading">3. Elettrodomestici.</h3>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/lavatrice-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-1363" srcset="https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/lavatrice-1024x683.jpg 1024w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/lavatrice-300x200.jpg 300w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/lavatrice-768x512.jpg 768w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/lavatrice-1536x1024.jpg 1536w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/lavatrice-2048x1365.jpg 2048w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/lavatrice-1120x747.jpg 1120w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/lavatrice-540x360.jpg 540w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/lavatrice-1080x720.jpg 1080w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/lavatrice-1980x1320.jpg 1980w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Gli elettrodomestici, come la lavatrice, la lavastoviglie, il frigorifero e il forno, possono rappresentare <strong>fino al 30% del consumo energetico di una casa.</strong> L&#8217;utilizzo di elettrodomestici ad alta efficienza energetica e la riduzione del loro utilizzo possono ridurre il consumo energetico. </p>



<p>Quando si acquista un nuovo elettrodomestico, è importante scegliere modelli con u<strong>na buona classe energetica</strong>, come A+++, A++ o A+, in quanto consumano meno energia rispetto ai modelli meno efficienti. Se non è possibile optare per elettrodomestici ad alta efficienza energetica si può <strong>imparare a regolare le impostazioni in modo più efficiente e performante</strong> o ancora scegliere il <strong>programma giusto</strong>. Ad esempio, utilizzare un programma <strong>a bassa temperatura </strong>per il bucato leggero e programmi più lunghi solo quando necessario. Inoltre esistono molti <strong>detersivi per lavatrici </strong>che sono efficaci a basse temperature, anche a 30 gradi. </p>



<p>E&#8217; stato dimostrato che si consuma meno energia lavando le stoviglie con <strong>una lavastoviglie</strong> rispetto al lavaggio a mano in lavandino. E&#8217; però importante iniziare il lavaggio solo quando l&#8217;elettrodomestico è <strong>a pieno carico</strong> per limitare il consumo energetico. Ma, a questo punto, la domanda più frequente è &#8220;come faccio a tenere <strong>i piatti sporchi</strong> per il tempo necessario a riempire la lavastoviglie?&#8221;. Ebbene, in tutti i modelli esiste <strong>una modalità di lavaggio breve</strong>, circa 5 minuti, con acqua fredda che serve proprio a dare una prima sciacquata alle stoviglie, <strong>evitando di doverle pre-lavare a mano</strong>, rendendo inefficace il risparmio potenziale dell&#8217;usare l&#8217;elettrodomestico.</p>



<p>Un ultimo consiglio è quello di <strong>mantenere gli elettrodomestici puliti </strong>e in buono stato di funzionamento. Una manutenzione regolare, come la pulizia del <strong>filtro della lavatrice o della cappa della cucina</strong>, può aiutare ad aumentare l&#8217;efficienza dell&#8217;elettrodomestico.</p>



<h3 class="wp-block-heading">4. Acqua calda.</h3>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="805" src="https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/vasca-da-bagno-calda-1024x805.jpg" alt="" class="wp-image-1362" srcset="https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/vasca-da-bagno-calda-1024x805.jpg 1024w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/vasca-da-bagno-calda-300x236.jpg 300w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/vasca-da-bagno-calda-768x604.jpg 768w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/vasca-da-bagno-calda-1536x1208.jpg 1536w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/vasca-da-bagno-calda-2048x1611.jpg 2048w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/vasca-da-bagno-calda-1120x881.jpg 1120w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/vasca-da-bagno-calda-540x425.jpg 540w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/vasca-da-bagno-calda-1080x850.jpg 1080w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/vasca-da-bagno-calda-1980x1558.jpg 1980w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>La produzione di a<strong>cqua calda rappresenta fino al 20% del consumo energetico di una casa. </strong>E&#8217; fondamentale nel quotidiano: quando c&#8217;è non facciamo caso a quanto è preziosa, ma quando viene a mancare si fa sentire tutta! Immaginate di essere in pieno inverno, volete farvi una <strong>doccia calda rigenerante</strong>; quindi entrate in doccia e l&#8217;acqua esce solo fredda.<strong> Un vero incubo</strong>. Evitare di produrla è impossibile, ma regolarne il consumo ha strategemmi anche semplici. Prima di tutto l&#8217;utilizzo di sistemi ad alta efficienza energetica come le famigerate <strong>caldaie a condensazione</strong> permettono di ottenere acqua calda sanitaria istantanea e al bisogno, <strong>senza sprechi di calore</strong>. </p>



<p>Una caldaia a condensazione funziona riscaldando l&#8217;acqua per il riscaldamento degli ambienti o per l&#8217;acqua calda sanitaria e poi utilizzando <strong>il vapore acqueo </strong>che si forma come <strong>sorgente di energia aggiuntiva.</strong></p>



<p>Nelle caldaie tradizionali, il vapore acqueo prodotto durante il processo di combustione <strong>viene espulso</strong> attraverso il camino insieme ai gas di scarico. Invece, una caldaia a condensazione <strong>raccoglie il vapore acqueo</strong> e lo raffredda fino a quando non si condensa in acqua. Questo processo <strong>rilascia una notevole quantità di energia</strong>, che viene recuperata e utilizzata per riscaldare l&#8217;acqua.</p>



<p>In questo modo, una caldaia a condensazione è più efficiente di una caldaia tradizionale, perché <strong>sfrutta il calore residuo che altrimenti sarebbe perso.</strong> Inoltre, poiché il <strong>gas di scarico è più fresco</strong>, meno energia viene persa attraverso il camino, il che aumenta ulteriormente l&#8217;efficienza del sistema.</p>



<p>Per questo motivo, le caldaie a condensazione sono considerate una delle opzioni più efficienti ed ecologiche per il riscaldamento degli ambienti e per la produzione di acqua calda sanitaria.</p>



<h3 class="wp-block-heading">5. Elettronica di consumo.</h3>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/tv-elettronica-di-consumo-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-1368" srcset="https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/tv-elettronica-di-consumo-1024x683.jpg 1024w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/tv-elettronica-di-consumo-300x200.jpg 300w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/tv-elettronica-di-consumo-768x512.jpg 768w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/tv-elettronica-di-consumo-1536x1024.jpg 1536w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/tv-elettronica-di-consumo-2048x1365.jpg 2048w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/tv-elettronica-di-consumo-1120x747.jpg 1120w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/tv-elettronica-di-consumo-540x360.jpg 540w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/tv-elettronica-di-consumo-1080x720.jpg 1080w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/tv-elettronica-di-consumo-1980x1320.jpg 1980w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Gli apparecchi elettronici, come i televisori, i computer e i caricabatterie, possono rappresentare <strong>una fonte significativa di consumo energetico quando sono in stand-by</strong>. Anche se la quantità di energia consumata da un singolo dispositivo in modalità di stand-by può sembrare piccola, il consumo cumulativo di molti dispositivi può essere considerevole.</p>



<p><a href="https://www.eup-network.de/fileadmin/user_upload/Produktgruppen/Lots/Working_Documents/Lot26_Task-1_Final_print.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Secondo uno studio dell&#8217;Unione Europea</a>, gli apparecchi elettronici in stand-by possono rappresentare<strong> dal 5% al 10% del consumo energetico domestico totale.</strong> Questo significa che, in una casa con un consumo energetico annuale medio di <strong>3.500 kWh</strong>, gli apparecchi in stand by potrebbero rappresentare un consumo di energia compreso tra <strong>175 e 350 kWh all&#8217;anno.</strong></p>



<p>Il consumo effettivo dipende da diversi fattori, tra cui il numero e il tipo di dispositivi elettronici presenti in casa, <strong>la loro età e il loro utilizzo</strong>. Ad esempio, alcuni dispositivi in stand by consumano più energia di altri, come le TV o le console di gioco. Inoltre, la durata del periodo di stand by può influire notevolmente <strong>sul consumo di energia.</strong></p>



<p>Spegnere completamente gli apparecchi elettronici quando non sono in uso è un modo efficace per ridurre i consumi energetici in casa. <strong>Utilizzare prese multiple con interruttori</strong> per spegnere completamente l&#8217;alimentazione degli apparecchi in stand by quando non sono in uso è un altro modo semplice per <strong>ridurre il consumo di energia.</strong></p>



<p>Infine, <strong>l&#8217;utilizzo generale dell&#8217;elettricità</strong>, come per la ricarica dei telefoni cellulari, la musica, la TV, ecc. può rappresentare una parte significativa del consumo energetico di una casa e<strong> l&#8217;utilizzo consapevole e ridotto di queste attività </strong>può ridurre significativamente il dispendio energetico.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="678" src="https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/Caricabatterie-fotovoltaico-1024x678.jpg" alt="" class="wp-image-1365" srcset="https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/Caricabatterie-fotovoltaico-1024x678.jpg 1024w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/Caricabatterie-fotovoltaico-300x199.jpg 300w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/Caricabatterie-fotovoltaico-768x509.jpg 768w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/Caricabatterie-fotovoltaico-1536x1017.jpg 1536w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/Caricabatterie-fotovoltaico-2048x1356.jpg 2048w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/Caricabatterie-fotovoltaico-1120x742.jpg 1120w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/Caricabatterie-fotovoltaico-540x358.jpg 540w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/Caricabatterie-fotovoltaico-1080x715.jpg 1080w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2023/03/Caricabatterie-fotovoltaico-1980x1311.jpg 1980w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Conclusioni.</h2>



<p>Pochi fattori che fanno la differenza. <strong>Nessun sacrificio, nessun compromesso.</strong> Parola d&#8217;ordine è confort e benessere. L&#8217;uso consapevole e razionale delle risorse energetiche, <strong>l&#8217;adozione di tecnologie ad alta efficienza energetica</strong> e la riduzione del consumo inutile sono tutti modi efficaci per ridurre il consumo energetico di una casa.</p>



<p>Può sembrare complicato, ma se preso come una sfida personale diventeranno tutte <strong>buoni abitudini e consuetudini</strong> di cui non ci renderemo conto e saranno naturali come <strong>accendere la luce entrando in una stanza buia.</strong></p>



<p>Conosci altri trucchi e suggerimenti utili? <strong>Condividili </strong>con la community tramite i commenti qui sotto.</p>



<p class="has-text-align-right">L&#8217;architettura è di casa.</p>
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		<title>Realizzare una piscina: 10 cose da sapere.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[David Moscuzza]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Feb 2025 00:05:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ARCHITETTURA]]></category>
		<category><![CDATA[Quotidiana]]></category>
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					<description><![CDATA[Una guida per realizzare una piscina Un piccolo giardino e una torrida estate. Bastano questi elementi per far nasce l’idea di fare una piscina in casa. Se ti sei trovata o trovato a pensare di realizzare una piscina tutta tua sei nel posto giusto: a fine articolo saprai tutto su come realizzare una piscina, che [&#8230;]]]></description>
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<h2 class="wp-block-heading">Una guida per realizzare una piscina</h2>



<p>Un piccolo giardino e una torrida estate. Bastano questi elementi per far nasce l’idea di fare una piscina in casa. Se ti sei trovata o trovato a pensare di realizzare una piscina tutta tua sei nel posto giusto: a fine articolo saprai tutto su come realizzare una piscina, che sia una piscina interrata, una piscina a sfioro o una piscina temporanea.</p>



<p>Grazie alle nuove tecnologie e alle riscoperte di alcuni sistemi, realizzare una piscina è un sogno realizzabile. Ma prima di addentrarci negli aspetti tecnici impariamo come progettare una piscina adatta alle tue esigenze.</p>



<figure class="wp-block-image alignfull size-large"><img decoding="async" width="1024" height="575" src="https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2022/03/villa-g7e13d5368_1920-1024x575.jpg" alt="Realizzare una piscina privata dona valore alla casa" class="wp-image-1209" srcset="https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2022/03/villa-g7e13d5368_1920-1024x575.jpg 1024w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2022/03/villa-g7e13d5368_1920-300x168.jpg 300w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2022/03/villa-g7e13d5368_1920-768x431.jpg 768w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2022/03/villa-g7e13d5368_1920-1536x862.jpg 1536w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2022/03/villa-g7e13d5368_1920-1120x629.jpg 1120w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2022/03/villa-g7e13d5368_1920-540x303.jpg 540w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2022/03/villa-g7e13d5368_1920-1080x606.jpg 1080w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2022/03/villa-g7e13d5368_1920.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Ecco alcune caratteristiche per realizzare una piscina.</h2>



<p>Alcune caratteristiche si possono decidere sin da subito. Quindi prendi carta e penna ed annota le tue scelte riguardo:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>la posizione</strong>, puó essere la classica piscina interrata, oppure interna, oppure su un terrazzo;</li>



<li><strong>la dimensione</strong>, varia in base allo spazio a disposizione ed al numero di persone che vuoi che accolga, ma anche in base alla quantità di acqua e l’impianto che vorrai gestire;</li>



<li><strong>la profondità</strong>, che puó essere variabile o costante, (nei prossimi paragrafi analizzeremo la scelta della profondità massima);</li>



<li><strong>la forma</strong>, semplice minimale, adatta al nuoto, oppure stravagante che simula una forma naturale;</li>



<li><strong>gli accessori</strong>, come le scalette di accesso alla piscina, la scelta dell’illuminazione per i bagni notturni, o ancora una doccia esterna.</li>
</ol>



<p>Ottimo. Adesso che abbiamo chiarito questi aspetti analizziamo gli aspetti fondamentali e imprescindibili per realizzare una piscina.</p>



<figure class="wp-block-image alignfull size-large"><img decoding="async" width="1024" height="509" src="https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2022/02/Piscine-1-1024x509.jpg" alt="Tre immagini di particolari piscine" class="wp-image-1233" srcset="https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2022/02/Piscine-1-1024x509.jpg 1024w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2022/02/Piscine-1-300x149.jpg 300w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2022/02/Piscine-1-768x382.jpg 768w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2022/02/Piscine-1-1536x763.jpg 1536w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2022/02/Piscine-1-2048x1018.jpg 2048w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2022/02/Piscine-1-1120x557.jpg 1120w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2022/02/Piscine-1-540x268.jpg 540w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2022/02/Piscine-1-1080x537.jpg 1080w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2022/02/Piscine-1-1980x984.jpg 1980w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>6. Impianto di depurazione</strong></h3>



<p>L&#8217;impianto di depurazione è un componente fondamentale per realizzare una piscina, sia essa pubblica o privata. Il suo scopo principale è quello di mantenere l&#8217;acqua della piscina pulita e salubre per i bagnanti.</p>



<p>L&#8217;impianto di depurazione funziona attraverso un sistema di filtrazione dell&#8217;acqua, che rimuove le impurità e i contaminanti dall&#8217;acqua della piscina, come i residui di oli e grassi, la sabbia, i detriti, le alghe e i batteri. In genere, gli impianti di depurazione per le piscine includono un filtro a sabbia, un sistema di pompe per il ricircolo dell&#8217;acqua e una pompa dosatrice di prodotti chimici.</p>



<p>È importante mantenere l&#8217;impianto di depurazione in buone condizioni di funzionamento e di pulizia, per garantire l&#8217;efficacia del sistema e la qualità dell&#8217;acqua della piscina. Un&#8217;acqua della piscina ben depurata non solo è importante per la salute e la sicurezza dei bagnanti, ma contribuisce anche a prolungare la durata della piscina stessa.</p>



<p>L’impianto tradizionale vede la formazione di un circo dell’acqua composto da entrate chiamate skimmer che prendono l’acqua superficiale e tutti residui presenti (foglie, insetti), filtri a sabbia, pompa di circolazione ed infine getti che rimettono l’acqua in piscina. Inoltre, va studiato un sistema di scarico delle acque trattate per permettere alla piscina di svuotarsi completamente.</p>



<p>La posizione di questi elementi è da valutare attentamente perchè un’errata progettazione influenzerebbe la pulizia della piscina, la sua manutenzione quindi la durata degli elementi. Ad esempio i filtri a sabbia devono trovare collocazione in un <strong>locale tecnico.</strong></p>



<h3 class="wp-block-heading">7. Il locale tecnico</h3>



<p>Deve contenere anche un eventuale quadro elettrico o le centraline per il dosaggio automatico dei prodotti chimici e gli altri strumenti per analisi delle acque.&nbsp;La funzione essenziale del locale tecnico è&nbsp;<strong>tenere all’asciutto</strong> e al riparo&nbsp;tutte le componenti tecnologiche della piscina, al contempo,&nbsp;<strong>proteggerli</strong>&nbsp;da fonti di calore e dal pericolo di allagamento.</p>



<p>Il locale tecnico può essere fuori terra o interrato, ma preferibilmente abbastanza vicino alla piscina, così da ridurre le dimensioni delle tubature. Un locale tecnico da interrare ha una struttura impermeabile molto robusta e può essere di tipo prefabbricato, realizzata in <strong>polietilene</strong> e dotato di coperchio piatto o decorativo per integrarsi armoniosamente in ogni ambiente, oppure come un vero e proprio vano realizzato in calcestruzzo, opportunamente impermeabilizzato.</p>



<p>Il locale tecnico  deve essere dotato di una buona illuminazione e di un sistema di ventilazione adeguato per garantire una corretta circolazione dell&#8217;aria e prevenire la formazione di muffe e cattivi odori.</p>



<p>Infine, è importante verificare che il locale tecnico rispetti le normative vigenti in materia di sicurezza e di igiene dell&#8217;acqua per le piscine.</p>



<figure class="wp-block-image alignfull size-large"><img decoding="async" width="1024" height="505" src="https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2022/03/Bradenton-custom-pool-builder-1024x505.jpg" alt="Realizzare una piscina con illuminazione particolare" class="wp-image-1224" srcset="https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2022/03/Bradenton-custom-pool-builder-1024x505.jpg 1024w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2022/03/Bradenton-custom-pool-builder-300x148.jpg 300w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2022/03/Bradenton-custom-pool-builder-768x379.jpg 768w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2022/03/Bradenton-custom-pool-builder-1536x757.jpg 1536w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2022/03/Bradenton-custom-pool-builder-1120x552.jpg 1120w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2022/03/Bradenton-custom-pool-builder-540x266.jpg 540w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2022/03/Bradenton-custom-pool-builder-1080x533.jpg 1080w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2022/03/Bradenton-custom-pool-builder.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading">8. Illuminazione</h3>



<p>Un aspetto da non sottovalutare per realizzare una piscina è l&#8217;illuminazione per garantire un ottimo confort nei bagni delle sere d&#8217;estate e ricreare una suggestiva atmosfera per le ore serali. Scegliere con cura l&#8217;illuminazione può trasformare la piscina nel più importante elemento d&#8217;arredo del nostro giardino. Esistono varie tecnologie applicabili al sistema di illuminazione. Come è ovvio, la cosa fondamentale è garantire l&#8217;impermeabilità di tutto l&#8217;impianto. </p>



<p>I <strong>proiettori alogeni</strong> sono i più tradizionali fari subacquei per piscina. Generalmente sono dotati di lampade alogene a 12 V collocate nel perimetro della vasca. Hanno il vantaggio di costare relativamente poco ma richiede un importante impianto elettrico. Le lampade alogene hanno vita breve rispetto ai LED, ed elevati consumi elettrici. Creano un&#8217;illuminazione puntiforme, dunque molto spesso servirà più di un faro. La quantità dipende dalla dimensione e dalla forma della piscina, ma anche dall&#8217;angolo di illuminazione del faro stesso. </p>



<p>Un&#8217;altra tipologia di illuminazione interessante è fornita dai <strong>LED</strong>. Oggi il costo di questa tecnologia è molto ridotto rispetto al passato. Inoltre i diodi ad emissione luminosa (LED), hanno un consumo molto ridotto, quindi permettono di tenere accesa la luce della piscina senza preoccuparci della bolletta.</p>



<p>Questa tecnologia ha un asso nella manica: la possibilità di scegliere il <strong>colore di illuminazione</strong> che desideriamo. Grazie alla scelta del colore, nell&#8217;ottica della cromoterapia, realizzare una piscina diventa l&#8217;occasione per pensare ad un maggior benessere psico-fisico. Attenzione a non esagerare.</p>



<p>Se stiamo pensando di realizzare una piscina a sfioro, un’altra soluzione di grande impatto visivo si ottiene inserendo un profilo flessibile di led luminosi all’interno del canale di sfioro. Il risultato estetico è un’eccezionale retroilluminazione del canale stesso, che disegna, sfumandolo, il contorno della piscina.</p>



<p>Per uno studio dettagliato illuminotecnico, e scegliere così la giusta tecnologia per realizzare una piscina, non esitare a scriverci.</p>



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<h3 class="wp-block-heading">9. Permessi edili per realizzare una piscina</h3>



<p>Eccoci arrivati al punto più &#8220;dolente&#8221; per realizzare una piscina: quali titoli autorizzativi servono? Domanda tanto fondamentale quanto difficile. <br>A livello nazionale non esiste una chiara risposta normativa a riguardo. Possiamo sicuramente affermare che per realizzare una piscina in struttura precaria, quindi smontabile non servono titoli abitativi. Che sia una piscina interrata o fuori terra, in struttura rigida, che sia in cemento armato o pannelli di acciaio, o elementi prefabbricati servirà richiedere un <strong>Permesso di Costruire</strong>&nbsp;( ex concessione edilizia, artt. 10-21 del Testo Unico Edilizia). </p>



<p>Il Permesso di Costruire è un atto formale che consente di eseguire interventi edilizi tipo:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>interventi di nuova costruzione;</li>



<li>interventi di ristrutturazione urbanistica;</li>



<li>interventi di ristrutturazione urbanistica che comportino aumento di unità immobiliari, modifiche di volume, sagoma, dei prospetti o delle superfici o che comportino cambiamenti di destinazione d’uso.</li>



<li></li>
</ul>



<p>La domanda per il rilascio del permesso di costruire va presentata allo sportello unico dell&#8217;edilizia del comune di appartenenza corredata da:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>titolo di legittimazione;</li>



<li>elaborati progettuali richiesti dal regolamenteo edilizio e da altri documenti qualora ve ne fosse richiesta;</li>



<li>autocertificazione circa la conformità del progetto alle norme igienico sanitarie;</li>
</ul>



<p>In generale, rifacendosi al&nbsp;<strong><a href="https://www.bosettiegatti.eu/info/norme/statali/2001_0380.htm#010" target="_blank" rel="noopener">Testo Unico Ediliza</a></strong>, il permesso di costruire è&nbsp;<em>richiesto per tutti gli interventi di nuova costruzione, che comportano una trasformazione edilizia e urbanistica del territorio</em>. Capiamo bene che per realizzare una piscina il permesso di costruire è sempre necessario quando questa risulti autonoma, e quindi non sia considerata come <strong>pertinenziale</strong> rispetto all’edificio limitrofo.</p>



<p>Per essere pertinenziale potremo realizzare una piscina che abbia un volume non superiore al 20% del volume dell’edificio principale<strong>.</strong> In questo caso potremo ricorrere ad una semplice S.C.I.A. edilizia prima dell&#8217;inizio dei lavori, come ritiene il <a href="https://www.professioneacqua.it/la-piscina-privata-e-una-pertinenza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">TAR Puglia</a>. <br>Attenzione, però, che il terreno in cui prevediamo di realizzare una piscina è sottoposto a vincoli del tipo paesaggistico o idrogeologico servirà richiedere ulteriori permessi autorizzativi alla Soprintendenza dei Beni Culturali o all&#8217;Ispettorato Forestale.</p>



<p>Purtroppo (o per fortuna) nell&#8217;ottica di salvaguardare il paesaggio  potremo incappare in un forte diniego da parte dell&#8217;autorità a sorveglianza. Una <strong>biopiscina</strong> potrebbe essere il giusto compromesso per ottenere i permessi necessari per realizzare una piscina, grazie al perfetto inserimento nell’ambiente circostante.</p>



<figure class="wp-block-image alignfull size-large"><img decoding="async" width="1024" height="539" src="https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2022/02/realizzazione_piscine_naturali_1900_1000-1024x539.jpg" alt="esempio di come costruire una piscina ecologica" class="wp-image-1226" srcset="https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2022/02/realizzazione_piscine_naturali_1900_1000-1024x539.jpg 1024w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2022/02/realizzazione_piscine_naturali_1900_1000-300x158.jpg 300w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2022/02/realizzazione_piscine_naturali_1900_1000-768x404.jpg 768w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2022/02/realizzazione_piscine_naturali_1900_1000-1536x808.jpg 1536w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2022/02/realizzazione_piscine_naturali_1900_1000-1120x589.jpg 1120w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2022/02/realizzazione_piscine_naturali_1900_1000-540x284.jpg 540w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2022/02/realizzazione_piscine_naturali_1900_1000-1080x568.jpg 1080w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2022/02/realizzazione_piscine_naturali_1900_1000.jpg 1900w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading">10. Biopiscina</h3>



<p>Si tratta di una&nbsp;<strong>piscina naturale</strong>, realizzata con materiali esclusivamente naturali, capace di offrire piacevoli bagni&nbsp;in acqua dolce ed in ambientazioni rilassanti ed anche terapeutiche.<br>Grazie alla <strong>fitobiodepurazione</strong> delle acque offerta da particolari specie di piante saremo in grado di realizzare una piscina che fa a meno di tanti strumenti di filtraggio e di sostanze chimiche quali il cloro.</p>



<p>La fitodepurazione è una tecnica di depurazione delle acque basata sull&#8217;utilizzo di piante e microorganismi che agiscono insieme per rimuovere inquinanti e sostanze nocive presenti nell&#8217;acqua. Le piante, soprattutto quelle acquatiche, svolgono un ruolo fondamentale nel processo di fitodepurazione, in quanto assorbono i nutrienti e le sostanze inquinanti presenti nell&#8217;acqua attraverso le radici, mentre i microorganismi presenti nel terreno attorno alle radici delle piante svolgono una funzione di decomposizione della materia organica e di ossidazione degli inquinanti. </p>



<p>La fitodepurazione è un metodo sostenibile e a basso costo per la depurazione delle acque, che può essere utilizzato in molti contesti diversi, tra cui i sistemi di trattamento delle acque reflue domestiche, delle acque di scarico delle attività industriali e agricole, e delle acque di superficie.</p>



<p>Presto scriveremo un articolo ad hoc perchè l&#8217;argomento è molto interessante ed ampio. <a href="https://www.dmrarchitettura.it/blog/" data-type="page" data-id="8">Seguici per non perdere gli aggiornamenti.</a></p>



<h3 class="wp-block-heading">Conclusioni</h3>



<p>In conclusione, costruire una piscina può essere un progetto impegnativo, ma con la giusta pianificazione e attenzione ai dettagli, è possibile creare uno spazio esterno che offra divertimento, relax e un valore aggiunto alla propria casa.</p>



<p>Come abbiamo visto, prima di iniziare la realizzazione di una piscina, è importante considerare tutti gli aspetti del processo di costruzione, dalle normative locali alla scelta dei materiali, per garantire un risultato finale soddisfacente, duraturo nel tempo e soprattutto a norma.</p>



<p>Con la giusta cura e manutenzione, una piscina può diventare il centro della vita familiare e delle attività all&#8217;aria aperta per molti anni a venire.</p>



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<p class="has-text-align-right">L&#8217;Architettura è di casa.</p>
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		<title>Perché dobbiamo imparare a bere l&#8217;acqua del rubinetto.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[David Moscuzza]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Feb 2025 23:54:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ARCHITETTURA]]></category>
		<category><![CDATA[Quotidiana]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;acqua di rubinetto fa male? I test e i motivi per iniziare a bere in sicurezza l&#8217;acqua di rubinetto. Per molti di noi uno dei grandi limiti all’uso dell’acqua di rubinetto per il consumo domestico è l’incertezza sulla sua qualità. Ce le siamo fatti tutti le tipiche domande: “ma sarà potabile? Ma sará buona? E [&#8230;]]]></description>
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<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;acqua di rubinetto fa male? <br>I test e i motivi per iniziare a bere in sicurezza l&#8217;acqua di rubinetto.</h2>



<p>Per molti di noi uno dei grandi limiti all’uso dell’<strong>acqua di rubinetto</strong> per il consumo domestico è l’<strong>incertezza sulla sua qualità.</strong></p>



<p>Ce le siamo fatti tutti le tipiche domande: “ma sarà potabile? Ma sará buona? E se contine cloro?”. Soprattutto chi vive in cittá questi dubbi se li fa venire eccome. Anche perchè, diciamocelo, l’acqua di rubinetto, detta anche, <strong><em>l&#8217;acqua del sindaco</em></strong> non sgorga da una sorgente a duemila metri d’altezza, ma arriva da un <strong>acquedotto comunale</strong>. E prima di raggiungere il nostro bicchiere <strong>viaggia per chilometri,</strong> sottoterra.&nbsp;</p>



<p>Personalmente, quando posso, e cioè quando sono certo che il comune in cui mi trovo garantisce che<strong> l’acqua pubblica è potabile</strong>, la preferisco a quella in bottiglia. Si, perchè, per legge, i comuni devono garantire l’<strong>approvvigionamento di acqua potabile</strong> ai propri cittadini. Certo, in alcuni posti, per esempio nei comuni vicino alla costa, devo ammettere che ha sapori particolari, ma lo prendo un po’ come <em>il sapore caratteristico del luogo</em>.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;acqua di rubinetto è più salutare.</h3>



<figure class="wp-block-image alignwide size-large"><img decoding="async" width="2560" height="1439" src="https://www.dmrarchitettura.it//wp-content/uploads/2021/02/pexels-polina-tankilevitch-3735215-edited-scaled.jpg" alt="" class="wp-image-896" srcset="https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2021/02/pexels-polina-tankilevitch-3735215-edited-scaled.jpg 2560w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2021/02/pexels-polina-tankilevitch-3735215-edited-300x169.jpg 300w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2021/02/pexels-polina-tankilevitch-3735215-edited-1024x576.jpg 1024w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2021/02/pexels-polina-tankilevitch-3735215-edited-768x432.jpg 768w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2021/02/pexels-polina-tankilevitch-3735215-edited-1536x864.jpg 1536w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2021/02/pexels-polina-tankilevitch-3735215-edited-2048x1152.jpg 2048w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2021/02/pexels-polina-tankilevitch-3735215-edited-540x304.jpg 540w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2021/02/pexels-polina-tankilevitch-3735215-edited-1080x607.jpg 1080w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2021/02/pexels-polina-tankilevitch-3735215-edited-1980x1113.jpg 1980w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></figure>



<p>Abbiamo l&#8217;idea che la bottiglia in plastica esista da sempre e sia un bene indispensabile. In realtà la bottiglia in plastica ha iniziato la sua ascesa solo dagli anni 80 del ventesimo secolo. Negli ultimi dieci anni, però, il mercato dell&#8217;acqua potabile imbottigliata è esploso. Ma la situazione cambia in base al paese. <strong>L&#8217;Italia si pone al primo posto per consumo di acqua in bottiglia</strong> in Europa e terzo nel mondo, davanti solo il Messico e la Thailandia. Nonostante la<strong> ricchezza di acqua potabile</strong> e acqua di rubinetto di alta qualità presente nel nostro paese, ogni italiano beve <a href="https://www.ansa.it/canale_terraegusto/notizie/business/2018/02/15/acqua-mineralesiamo-paese-ue-che-ne-beve-di-piu-206-litri_bc228e77-66c0-4bc2-b32b-fbdc9d521e53.html" class="rank-math-link" target="_blank" rel="noopener">206 litri di acqua in bottiglia</a> l&#8217;anno. Solo neInolti paesi dell&#8217;Unione Europe, si consumano 46 miliardi di bottiglie di plastica. Ma non finisce qui. Questo mercato e tutta la filiera, infatti, ogni anno produce <a href="http://www.ilfattoalimentare.it/wp-content/uploads/2015/11/legambiente_altreconomia_regioniimbottigliate2014_0.pdf" target="_blank" rel="noopener">1,2 milioni</a>&nbsp;di tonnellate di CO2. Quindi bevendo acqua di rubinetto facciamo bene all&#8217;ambiente, e le conseguenze si vedranno a cascata sulla nostra salute.</p>



<p>Infine le acque del rubinetto di casa sono analizzate direttamente dai comuni in cui viviamo e i risultati di queste analisi, come detto, sono facilmente consultabili perché apertamente pubblicate dalle amministrazioni. A differenze, le grosse aziende che gestiscono le acque in bottiglia sono molto più lontane dal nostro diretto controllo, e hanno più interessi a non divulgare le analisi delle proprie acque e bevande.</p>



<h3 class="wp-block-heading">I controlli sull&#8217;acqua potabile.</h3>



<p>Sono davvero tanti e <strong>severi i controlli</strong> effettuati dai vari enti all&#8217;acqua potabile destinata al consumo umano. L&#8217;acqua di rubinetto, molto spesso, supera <strong>controlli anche più rigidi</strong> di quella destinata alla trasformazione di bevande zuccherate e alcoliche (aranciata, birra, ecc.) <br>Per approfondire suggerisco la visione di una super <strong>inchiesta di Report</strong>, dal titolo &#8220;<a href="https://www.rai.it/programmi/report/inchieste/Chiare-fresche-e-dolci-acque-9d75d206-3f63-49c1-a627-a6bce0be6ef2.html" class="rank-math-link" target="_blank" rel="noopener">Chiare, fresche e dolci acque</a>&#8221; che indaga sulla qualità e provenienza dell&#8217;acqua potabile destinata all&#8217;imbottigliamento. </p>



<p>Per il controllo della qualità dell’acqua destinata al consumo umano si fa riferimento all’Organizzazione Mondiale della Sanità che stabilisce dei parametri molto precisi dal punto di vista organolettico, fisico e microbiologico.&nbsp;<br>Ad scala inferiore del controllo dell&#8217;acqua potabile c’è l’azienda Sanitaria Locale, che si occupa sul territorio delle analisi periodiche delle acque.&nbsp;</p>



<p>Per conoscere i risultati delle analisi ufficiali dell’acqua di rubinetto, per sapere di più riguardo la durezza, i minerali e&nbsp;i livelli di microrganismi presenti, si può (o almeno si dovrebbe) approfondire sul sito del web istituzionale del vostro comune di residenza in cui vengono resi pubblici i risultati delle analisi ufficiali dell’acqua potabile.</p>



<p>Per togliere ogni dubbio, peró, esistono molti metodi per scoprire se l’acqua di rubinetto è potabile o meno. Oggi vedremo alcuni strumenti che vengono in soccorso per capire se possiamo bere l’acqua di rubinetto in sicurezza ed evitare di comprare acqua in bottiglia. Una scelta che fa bene al portafoglio, all’ambiente e alla salute.</p>



<figure class="wp-block-image alignwide size-large"><img decoding="async" width="1920" height="1080" src="https://www.dmrarchitettura.it//wp-content/uploads/2021/02/pexels-kaboompics-com-6256-edited.jpg" alt="acqua del rubinetto" class="wp-image-898" srcset="https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2021/02/pexels-kaboompics-com-6256-edited.jpg 1920w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2021/02/pexels-kaboompics-com-6256-edited-300x169.jpg 300w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2021/02/pexels-kaboompics-com-6256-edited-1024x576.jpg 1024w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2021/02/pexels-kaboompics-com-6256-edited-768x432.jpg 768w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2021/02/pexels-kaboompics-com-6256-edited-1536x864.jpg 1536w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2021/02/pexels-kaboompics-com-6256-edited-540x304.jpg 540w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2021/02/pexels-kaboompics-com-6256-edited-1080x608.jpg 1080w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Test FAI-DA-TE per la qualitá della tua acqua di rubinetto</h3>



<p>In commercio ci sono diversi sistemi per analizzare l’acqua. Sono facili da reperire, molto semplici da utilizzare ed economici. Vediamo passo passo il modo più semplice per analizzare l&#8217;acqua di rubinetto.</p>



<div class="wp-block-uagb-how-to uagb-block-66b1fcf9"><script type="application/ld+json">{"##eebAddIdent##context":"https://schema.org","##eebAddIdent##type":"HowTo","name":"Strisce colorimetriche","description":"Si tratta di un kit per l’analisi dell’acqua basato su “strisce colorimetriche” capaci di cambiare colore in presenza di determinate sostanze disciolte in acqua.&lt;br>Ci sono kit specializzati nell’analisi dell’acqua dal punto di vista microbiologico. Questi kit evidenziano la presenza di microrganismi patogeni per la salute dell’uomo come Salmonella, Klebsiella, Pseudomosas, Staphilococcus Aureus e di Escherichia Coli.&nbsp;&lt;br>Altri kit invece rivelano la quantità di sostanze chimiche. Il tester per l'acqua di rubinetto nella foto, per esempio, rivela il livello di pH, l'alcalinità, la quantità di calcare (indicata come durezza dell'acqua), la quantità di ferro, il cloro, ma soprattutto la quantità di nitriti e nitrati, elementi che in alte concentrazioni sono cancerogeni.&lt;br>Per svolgere questo tipo di analisi dell'acqua il processo è molto semplice:","image":{"##eebAddIdent##type":"ImageObject","url":"https://www.dmrarchitettura.it//wp-content/uploads/2021/02/34659.jpeg","height":"406","width":"305"},"totalTime":"P0Y0M0DT0H15M","estimatedCost":{"##eebAddIdent##type":"MonetaryAmount","currency":" EUR","value":"30"},"tool":[],"supply":[],"step":[{"##eebAddIdent##type":"HowToStep","url":"#","name":"Step 1","text":"Riempire un bicchiere d’acqua.","image":""},{"##eebAddIdent##type":"HowToStep","url":"#","name":"Step 2","text":"Immergere una striscia colorimetrica.","image":""},{"##eebAddIdent##type":"HowToStep","url":"#","name":"Step 3","text":"Attendere qualche secondo e osservare le colorazioni che assumeranno.","image":""},{"##eebAddIdent##type":"HowToStep","url":"#","name":"Step 4","text":"Confrontare i colori delle strisce immerse in acqua con quelle riportate nella scheda di lettura compresa nel kit.","image":""}]}</script><div class="uagb-how-to-main-wrap"><div class="uagb-howto__wrap"><h4 class="uagb-howto-heading-text">Strisce colorimetriche</h4><p class="uagb-howto-desc-text">Si tratta di un kit per l’analisi dell’acqua basato su “strisce colorimetriche” capaci di cambiare colore in presenza di determinate sostanze disciolte in acqua.<br>Ci sono kit specializzati nell’analisi dell’acqua dal punto di vista microbiologico. Questi kit evidenziano la presenza di microrganismi patogeni per la salute dell’uomo come Salmonella, Klebsiella, Pseudomosas, Staphilococcus Aureus e di Escherichia Coli.&nbsp;<br>Altri kit invece rivelano la quantità di sostanze chimiche. Il tester per l&#8217;acqua di rubinetto nella foto, per esempio, rivela il livello di pH, l&#8217;alcalinità, la quantità di calcare (indicata come durezza dell&#8217;acqua), la quantità di ferro, il cloro, ma soprattutto la quantità di nitriti e nitrati, elementi che in alte concentrazioni sono cancerogeni.<br>Per svolgere questo tipo di analisi dell&#8217;acqua il processo è molto semplice:</p><div class="uagb-howto__source-wrap"><img decoding="async" class="uagb-howto__source-image" src="https://www.dmrarchitettura.it//wp-content/uploads/2021/02/34659.jpeg" title="34659"/></div><span class="uagb-howto__time-wrap"><h4 class="uagb-howto-timeNeeded-text">Durata:</h4><p class="uagb-howto-timeNeeded-value">15</p><p class="uagb-howto-timeINmin-text"> Minutes </p></span><span class="uagb-howto__cost-wrap"><h4 class="uagb-howto-estcost-text">Costo medio:</h4><p class="uagb-howto-estcost-value">30</p><p class="uagb-howto-estcost-type"> EUR</p></span></div><div class="uagb-how-to-steps__wrap"><h4 class="uagb-howto-req-steps-text">I passaggi per analizzare l&#8217;acqua del rubinetto:</h4><div class="uagb-howto-steps__wrap">
<div class="wp-block-uagb-info-box uagb-infobox__outer-wrap uagb-block-bf54b055"><div class="uagb-infobox__content-wrap uagb-infobox uagb-infobox-has-icon uagb-infobox-icon-left-title uagb-infobox-left uagb-infobox-image-valign-top uagb-infobox-enable-border-radius "><div class="uagb-ifb-left-right-wrap"><div class="uagb-ifb-content"><div class="uagb-ifb-left-title-image"><div class="uagb-ifb-image-icon-content uagb-ifb-imgicon-wrap"><div class="uagb-ifb-icon-wrap"><span class="uagb-ifb-icon"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewbox="0 0 320 512"><path d="M143 256.3L7 120.3c-9.4-9.4-9.4-24.6 0-33.9l22.6-22.6c9.4-9.4 24.6-9.4 33.9 0l96.4 96.4 96.4-96.4c9.4-9.4 24.6-9.4 33.9 0L313 86.3c9.4 9.4 9.4 24.6 0 33.9l-136 136c-9.4 9.5-24.6 9.5-34 .1zm34 192l136-136c9.4-9.4 9.4-24.6 0-33.9l-22.6-22.6c-9.4-9.4-24.6-9.4-33.9 0L160 352.1l-96.4-96.4c-9.4-9.4-24.6-9.4-33.9 0L7 278.3c-9.4 9.4-9.4 24.6 0 33.9l136 136c9.4 9.5 24.6 9.5 34 .1z"></path></svg></span></div></div><div class="uagb-ifb-title-wrap"><h5 class="uagb-ifb-title">Step 1</h5></div></div><div class="uagb-ifb-text-wrap"><p class="uagb-ifb-desc">Riempire un bicchiere d’acqua.</p></div></div></div></div></div>



<div class="wp-block-uagb-info-box uagb-infobox__outer-wrap uagb-block-b5257669"><div class="uagb-infobox__content-wrap uagb-infobox uagb-infobox-has-icon uagb-infobox-icon-left-title uagb-infobox-left uagb-infobox-image-valign-middle uagb-infobox-enable-border-radius "><div class="uagb-ifb-left-right-wrap"><div class="uagb-ifb-content"><div class="uagb-ifb-left-title-image"><div class="uagb-ifb-image-icon-content uagb-ifb-imgicon-wrap"><div class="uagb-ifb-icon-wrap"><span class="uagb-ifb-icon"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewbox="0 0 320 512"><path d="M143 256.3L7 120.3c-9.4-9.4-9.4-24.6 0-33.9l22.6-22.6c9.4-9.4 24.6-9.4 33.9 0l96.4 96.4 96.4-96.4c9.4-9.4 24.6-9.4 33.9 0L313 86.3c9.4 9.4 9.4 24.6 0 33.9l-136 136c-9.4 9.5-24.6 9.5-34 .1zm34 192l136-136c9.4-9.4 9.4-24.6 0-33.9l-22.6-22.6c-9.4-9.4-24.6-9.4-33.9 0L160 352.1l-96.4-96.4c-9.4-9.4-24.6-9.4-33.9 0L7 278.3c-9.4 9.4-9.4 24.6 0 33.9l136 136c9.4 9.5 24.6 9.5 34 .1z"></path></svg></span></div></div><div class="uagb-ifb-title-wrap"><h5 class="uagb-ifb-title">Step 2</h5></div></div><div class="uagb-ifb-text-wrap"><p class="uagb-ifb-desc">Immergere una striscia colorimetrica.</p></div></div></div></div></div>



<div class="wp-block-uagb-info-box uagb-infobox__outer-wrap uagb-block-4403579d"><div class="uagb-infobox__content-wrap uagb-infobox uagb-infobox-has-icon uagb-infobox-icon-left-title uagb-infobox-left uagb-infobox-image-valign-middle uagb-infobox-enable-border-radius "><div class="uagb-ifb-left-right-wrap"><div class="uagb-ifb-content"><div class="uagb-ifb-left-title-image"><div class="uagb-ifb-image-icon-content uagb-ifb-imgicon-wrap"><div class="uagb-ifb-icon-wrap"><span class="uagb-ifb-icon"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewbox="0 0 320 512"><path d="M143 256.3L7 120.3c-9.4-9.4-9.4-24.6 0-33.9l22.6-22.6c9.4-9.4 24.6-9.4 33.9 0l96.4 96.4 96.4-96.4c9.4-9.4 24.6-9.4 33.9 0L313 86.3c9.4 9.4 9.4 24.6 0 33.9l-136 136c-9.4 9.5-24.6 9.5-34 .1zm34 192l136-136c9.4-9.4 9.4-24.6 0-33.9l-22.6-22.6c-9.4-9.4-24.6-9.4-33.9 0L160 352.1l-96.4-96.4c-9.4-9.4-24.6-9.4-33.9 0L7 278.3c-9.4 9.4-9.4 24.6 0 33.9l136 136c9.4 9.5 24.6 9.5 34 .1z"></path></svg></span></div></div><div class="uagb-ifb-title-wrap"><h5 class="uagb-ifb-title">Step 3</h5></div></div><div class="uagb-ifb-text-wrap"><p class="uagb-ifb-desc">Attendere qualche secondo e osservare le colorazioni che assumeranno.</p></div></div></div></div></div>



<div class="wp-block-uagb-info-box uagb-infobox__outer-wrap uagb-block-f25bbe20"><div class="uagb-infobox__content-wrap uagb-infobox uagb-infobox-has-icon uagb-infobox-icon-left-title uagb-infobox-left uagb-infobox-image-valign-middle uagb-infobox-enable-border-radius "><div class="uagb-ifb-left-right-wrap"><div class="uagb-ifb-content"><div class="uagb-ifb-left-title-image"><div class="uagb-ifb-image-icon-content uagb-ifb-imgicon-wrap"><div class="uagb-ifb-icon-wrap"><span class="uagb-ifb-icon"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewbox="0 0 320 512"><path d="M143 256.3L7 120.3c-9.4-9.4-9.4-24.6 0-33.9l22.6-22.6c9.4-9.4 24.6-9.4 33.9 0l96.4 96.4 96.4-96.4c9.4-9.4 24.6-9.4 33.9 0L313 86.3c9.4 9.4 9.4 24.6 0 33.9l-136 136c-9.4 9.5-24.6 9.5-34 .1zm34 192l136-136c9.4-9.4 9.4-24.6 0-33.9l-22.6-22.6c-9.4-9.4-24.6-9.4-33.9 0L160 352.1l-96.4-96.4c-9.4-9.4-24.6-9.4-33.9 0L7 278.3c-9.4 9.4-9.4 24.6 0 33.9l136 136c9.4 9.5 24.6 9.5 34 .1z"></path></svg></span></div></div><div class="uagb-ifb-title-wrap"><h5 class="uagb-ifb-title">Step 4</h5></div></div><div class="uagb-ifb-text-wrap"><p class="uagb-ifb-desc">Confrontare i colori delle strisce immerse in acqua con quelle riportate nella scheda di lettura compresa nel kit.</p></div></div></div></div></div>
</div></div></div></div>



<h3 class="wp-block-heading">Ogni problema ha la sua soluzione.</h3>



<p>Bene. Siamo quasi alla fine e a breve saremo pronti a bere l&#8217;acqua del rubinetto e ad superare l&#8217;acqua in bottiglia. Ma se il test dell&#8217;acqua ha rilevato presenza di sostanze che rendono l&#8217;acqua di rubinetto non potabile che fare? Nessuna paura. Le soluzioni esistono (quasi) sempre. La seguente tabella accosta ogni problema dell&#8217;acqua di rubinetto alla soluzione tecnologica da utilizzare.</p>



<figure id="tablepress-3" class="wp-block-table is-style-stripes"><table><thead><tr><th>Problema dell&#8217;acqua</th><th><strong>Tecnologia utilizzabile</strong></th></tr></thead><tbody><tr><td>presenza di materiale sospensione</td><td>filtri a sedimenti</td></tr><tr><td>acqua molto calcarea</td><td>addolcitori; osmosi inversa</td></tr><tr><td>presenza di nitrati</td><td>resine anioniche; osmosi inversa</td></tr><tr><td>salinità elevata</td><td>osmosi inversa</td></tr><tr><td>retrogusti di cloro, odori e sapori anomali</td><td>carbone attivo, ultrafiltrazione</td></tr><tr><td>presenza di metalli pesanti</td><td>resine a scambio ionico; osmosi inversa</td></tr><tr><td>carica batterica</td><td>lampada UV, ultrafiltrazione</td></tr></tbody></table></figure>



<p>Individuata la tecnologia a cui fare riferimento è facile capire per quale tipo di depuratore e quali moduli acquistare per inziare a bere l&#8217;acqua di rubinetto in sicurezza.</p>



<p>Per qualsiasi consiglio e consulenza sull&#8217;utilizzo dell&#8217;acqua di rubinetto della propria casa, per assistenza alle analisi o sei stai già valutando l&#8217;acquisto e l&#8217; installazione di un depuratore contattaci. </p>



<p class="has-text-align-right">L&#8217;architettura è di casa.</p>



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		<title>Recuperare un rudere: 110 buoni motivi per farlo adesso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[David Moscuzza]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jan 2025 22:38:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ARCHITETTURA]]></category>
		<category><![CDATA[Recupero]]></category>
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					<description><![CDATA[Ristrutturare un rudere: un investimento sostenibile. Le nostre grandi campagne sono ricche di storia e cultura, molto spesso nascoste o dimenticate. Saggi testimoni sono i tanti&#160;edifici abbandonati, rovine fatiscenti (e pericolose). Ad uno sguardo più attento, dietro un mucchio di pietre si scopre un’&#160;architettura di pregio, raffinata e, per via dell’ abbandono delle campagne, sempre [&#8230;]]]></description>
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<h2 class="wp-block-heading" id="h-ristrutturare-un-rudere-un-investimento-sostenibile">Ristrutturare un rudere: un investimento sostenibile.</h2>



<p>Le nostre grandi campagne sono ricche di storia e cultura, molto spesso nascoste o dimenticate. Saggi testimoni sono i tanti&nbsp;<strong>edifici abbandonati</strong>, rovine fatiscenti (e pericolose). Ad uno sguardo più attento, dietro un mucchio di pietre si scopre un’&nbsp;<strong>architettura di pregio</strong>, raffinata e, per via dell’ abbandono delle campagne, sempre più rara. <br>Recuperare un rudere è scelta sana, sostenibile ed anche conveniente. Oggi scopriamo insieme&nbsp;<strong>come ristrutturare un rudere</strong>, le detrazioni fiscali e le basi per non sbagliare questo virtuoso&nbsp;<strong>intervento edilizio.</strong></p>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-sotto-quelle-macerie-un-nobile-modo-di-abitare">Sotto quelle macerie un nobile modo di abitare</h3>



<p>Il fascino della&nbsp;<em>rovina</em> non colpisce chiunque. Uno tra i primi ad intuire la potente forza evocativa della&nbsp;<em>rovina</em>&nbsp;è stato&nbsp;<strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Battista_Piranesi" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Giovanni Battista Piranesi</a></strong>. Nel ‘700, capì che per esaltare la magnificenza dell&#8217;impero romano doveva disegnarne gli <strong>edifici in rovina</strong>. Nella <em>rovina</em> l&#8217;azione dell&#8217;uomo viene addolcita e levigata dal tempo e, perdendo ogni presunzione, torna ad essere natura.<br>Se&nbsp;<strong>non è tutto oro quel che luccica</strong>,&nbsp;sarà pur vero il contrario!</p>



<figure class="wp-block-image alignfull size-large"><img decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.dmrarchitettura.it//wp-content/uploads/2021/01/Spanish-style-courtyard-1024x683.jpg" alt="Un patio dentro un rudere abbandonato e recuperato" class="wp-image-296" srcset="https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2021/01/Spanish-style-courtyard-1024x683.jpg 1024w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2021/01/Spanish-style-courtyard-300x200.jpg 300w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2021/01/Spanish-style-courtyard-768x512.jpg 768w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2021/01/Spanish-style-courtyard.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Un patio dentro un rudere abbandonato e recuperato</figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-ogni-cosa-al-suo-posto">Ogni cosa al suo posto</h3>



<p class="has-normal-font-size" style="line-height:1.8">Per <strong>recuperare un fabbricato in rovina</strong> si deve essere sensibili verso una nobiltà che è propria di un antica manifattura, saggia, paziente e longeva, capace di resistere a terremoti e intemperie. <br>Poichè non esistevano camion e betoniere ogni singola pietra è stata collocata a mano e nel posto migliore; ogni forma è stata dettata dall&#8217;<em> utilitas</em>, <em>firmitas</em> e <em>venustas</em>. <br>Recuperare un rudere è avere cura di un anziano saggio, custode di sapienti tecniche costruttive e dei nostri avi.</p>



<p class="has-normal-font-size" style="line-height:1.8">Anche l&#8217;<strong>orientamento dell&#8217;edificio e la disposizione degli ambienti</strong> non è mai casuale: sono studiati per migliorare il <strong>comfort abitativo</strong>. Ad esempio, raramente si trovano edifici per abitazione sul versante nord di una valle, il lato più freddo e umido. </p>



<figure class="wp-block-image alignfull size-full is-style-default"><img decoding="async" width="2419" height="1613" src="https://www.dmrarchitettura.it//wp-content/uploads/2021/01/dd7b7524-8425-48fc-ae33-790a1c5dce4b-1.jpg" alt="La poesia di recuperare un rudere" class="wp-image-370" srcset="https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2021/01/dd7b7524-8425-48fc-ae33-790a1c5dce4b-1.jpg 2419w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2021/01/dd7b7524-8425-48fc-ae33-790a1c5dce4b-1-300x200.jpg 300w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2021/01/dd7b7524-8425-48fc-ae33-790a1c5dce4b-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2021/01/dd7b7524-8425-48fc-ae33-790a1c5dce4b-1-768x512.jpg 768w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2021/01/dd7b7524-8425-48fc-ae33-790a1c5dce4b-1-1536x1024.jpg 1536w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2021/01/dd7b7524-8425-48fc-ae33-790a1c5dce4b-1-2048x1366.jpg 2048w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2021/01/dd7b7524-8425-48fc-ae33-790a1c5dce4b-1-540x360.jpg 540w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2021/01/dd7b7524-8425-48fc-ae33-790a1c5dce4b-1-1080x720.jpg 1080w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2021/01/dd7b7524-8425-48fc-ae33-790a1c5dce4b-1-1980x1320.jpg 1980w" sizes="(max-width: 2419px) 100vw, 2419px" /><figcaption>Esempio di restauro conservativo.</figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-restauro-conservativo-ma-con-tanto-carattere">Restauro conservativo, ma con tanto carattere</h3>



<p>La strada migliore è (a volte) anche la più semplice.<br>Anche se l’opinione diffusa consiglia un&nbsp;<strong>intervento di demolizione e ricostruzione</strong>&nbsp;per&nbsp;<em>aggiornare</em>&nbsp;la tecnologia, molte volte, per recuperare un rudere servono molti meno interventi. La soluzione da prediligere per ristrutturare un rudere arriva dal&nbsp;<strong>restauro conservativo</strong>. Quindi gli interventi che andiamo a fare hanno il semplice scopo di&nbsp;<strong>recuperare e conservare</strong>&nbsp;le forme e le funzioni del nostro fabbricato.<br><br>Un esempio virtuoso è la&nbsp;<a rel="noreferrer noopener" href="https://www.dimoradellebalze.com/" target="_blank">Dimora delle Balze</a>. E’ una&nbsp;<strong>antica tenuta</strong>&nbsp;del 1800 nel comune di&nbsp;<strong>Noto</strong>&nbsp;(Siracusa). Costruita da una nobile famiglia di Palazzolo Acreide, dopo 50 anni di abbandono è tornata a splendere grazie ad un minuzioso&nbsp;<strong>restauro conservativo</strong>.<br>Il trucco che rende ottimale il recupero del rustico è l’<strong>accostamento per contrappunto</strong>&nbsp;di pezzi unici, elementi vintage e di design contemporaneo insieme a muri scrostati, pavimenti e intonaci originali della nobile tenuta.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="come-individuare-un-rudere-da-recuperare">Come individuare un rudere da recuperare</h3>



<p>Facciamo un esempio pratico per iniziare a muovere i primi passi per recuperare un rudere. Durante una passeggiata in campagna una bella <strong>masseria abbandonata</strong> ha catturato la vostra attenzione per avviare una ristrutturazione edilizia. Dunque che fare? </p>



<p>Per individuare un qualsiasi immobile, il modo più semplice e veloce <strong>fare una ricerca in catasto</strong>. Per far ciò, esistono tre modi: potete visitare <a href="https://geoportale.cartografia.agenziaentrate.gov.it/age-inspire/srv/ita/catalog.search#/home" class="rank-math-link" target="_blank" rel="noopener"><strong>geoportale catastale</strong></a> e ricercare in autonomia l&#8217;identificativo del vostro potenziale rudere da recuperare; oppure potete andare nella sede dell&#8217;<strong>Ufficio Territoriale dell&#8217;Agenzia delle Entrate</strong> di competenza; oppure, il modo più veloce ed economico, è rivolgersi ad un tecnico (che può essere un architetto, un geometra o un ingegnere) e <strong>richiedere una visura catastale</strong>. Al tecnico basterà conoscere semplicemente la localizzazione dell&#8217;immobile. Vi saprà dire a chi è intestato, così da poter risalire ai proprietari e a cui rivolgere le vostre proposte.<br>Potete richiedere una <strong>visura catastale</strong> anche tramite il nostro <strong><a href="https://www.dmrarchitettura.it//servizi-architetto-a-noto/" class="rank-math-link"> servizio online</a></strong>.  </p>



<h3 class="wp-block-heading" id="edifici-abbandonati-cosa-sono-le-unita-collabenti">Edifici abbandonati: cosa sono le unità collabenti?</h3>



<p>Dalla visura catastale si può conoscere anche la <strong>destinazione d&#8217;uso di un immobile</strong>, espressa dalla categoria catastale. Un rudere abbandonato, solitamente è censito con la <strong>categoria F/2</strong> che indica una <strong>unità collabente</strong>.&nbsp;</p>



<p>La categoria F/2 indica un edificio che nel suo insieme o anche una sua parte, che <strong>non è nella condizione di produrre alcun reddito</strong> a causa di un notevole stato di deterioramento. L’edificio collabente <strong>non è abitabile né agibile</strong>. Il recupero di un edificio collabente non è possibile, quindi, con semplici interventi di manutenzione ordinaria, ma sono necessarie anche opere strutturali molto più rilevanti. </p>



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<p>Vediamo insieme una sintetica e non esaustiva lista dei lavori più comuni da fare per recuperare un edificio collabente o un rudere.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="quanto-costa-recuperare-un-rudere">Quanto costa recuperare un rudere?</h3>



<p>Non è facile trovare un prezzo medio affidabile per i lavori di recupero di un rudere. Nonostante ciò proviamo a farci un’idea generale delle principali lavorazioni e relativi costi. <br>Ecco, quindi, i prezzi medi in Italia riguardo le opere più invasive, ma molto spesso inevitabili per recuperare un rudere.</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Consolidamento strutture di fondazioni in mattoni o pietrame: 800 euro/m3</li><li>Recupero di murature controterra: 70 euro/ m3</li><li>Ripristino di strutture in elevazione: 130 euro/ m3</li><li>Consolidamento di strutture voltate: da 100 euro/m3 a seconda dell’intervento.</li><li>Opere di deumidificazione e risanamento: da 50 euro/mq in su</li><li>Nuova struttura tetto: 1.800 euro/m3</li><li>Manto di copertura: 150 euro/mq</li></ul>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Attenzione, però, perchè ogni caso va studiato con attenzione e da esperti. Per una consulenza professionale&nbsp;<a href="https://www.dmrarchitettura.it//contatti" class="rank-math-link">contattaci</a>. </p></blockquote>



<p>Non è da sottovalutare l<strong>‘iter urbanistico degli interventi di recupero edilizio</strong>. Per esempio, per recuperare un rudere si deve poter&nbsp;<strong>dimostrare la completezza dell’edificio</strong>&nbsp;prima della caduta in stato di <strong>fabbricato collabente</strong>.&nbsp;Così, sarà possibile presentare una <a href="https://www.dmrarchitettura.it//modelli/" class="rank-math-link">SCIA</a> per un intervento di&nbsp;<strong>ristrutturazione edilizia</strong>. <br>Ma nulla da temere! Le <strong>detrazioni fiscali per interventi di recupero edilizio</strong>&nbsp;sono tanti e sostanziosi.</p>



<figure class="wp-block-image alignfull size-full"><img decoding="async" width="1248" height="590" src="https://www.dmrarchitettura.it//wp-content/uploads/2021/02/immagine-affiancate.jpg" alt="Esempio per recuperare un rudere." class="wp-image-797" srcset="https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2021/02/immagine-affiancate.jpg 1248w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2021/02/immagine-affiancate-300x142.jpg 300w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2021/02/immagine-affiancate-1024x484.jpg 1024w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2021/02/immagine-affiancate-768x363.jpg 768w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2021/02/immagine-affiancate-540x255.jpg 540w, https://www.dmrarchitettura.it/wp-content/uploads/2021/02/immagine-affiancate-1080x511.jpg 1080w" sizes="(max-width: 1248px) 100vw, 1248px" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-superbonus-110-da-un-rudere-nasce-un-abitazione">Superbonus 110% , da un rudere nasce un&#8217; abitazione</h3>



<p>Esiste da molti anni la possibilità di avvalersi di <strong>detrazioni fiscali</strong> per la gran parte dei lavori edilizi. Ma <strong>dal 1° luglio 2020 e fino al 30 giugno 2022</strong>, l&#8217;<strong>aliquota</strong>&nbsp;di detrazione è stata <strong>aumentata fino al 110%</strong>. Gli interventi ammessi riguardano la ristrutturazione edilizia per l&#8217;e<strong>fficienza energetica e l&#8217;adeguamento o miglioramento sismico.</strong> La norma di riferimento è il&nbsp;<a href="https://www.lavoripubblici.it/normativa/20200519/Decreto-legge-19-maggio-2020-n-34-19933.html" target="_blank" rel="noopener">D</a><a href="https://www.lavoripubblici.it/normativa/20200519/Decreto-legge-19-maggio-2020-n-34-19933.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">.</a><a href="https://www.lavoripubblici.it/normativa/20200519/Decreto-legge-19-maggio-2020-n-34-19933.html" target="_blank" rel="noopener">L. n. 34/2020</a>&nbsp;(c.d.&nbsp;<a href="https://www.lavoripubblici.it/focus/decreto-rilancio" target="_blank" rel="noopener">Decreto Rilancio</a>) in particolare l&#8217; <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaArticolo?art.versione=1&amp;art.idGruppo=8&amp;art.flagTipoArticolo=0&amp;art.codiceRedazionale=20G00052&amp;art.idArticolo=119&amp;art.idSottoArticolo=1&amp;art.idSottoArticolo1=10&amp;art.dataPubblicazioneGazzetta=2020-05-19&amp;art.progressivo=0#art" target="_blank" rel="noopener">art. 119.</a> </p>



<p>Per recuperare un rudere collabente, purtroppo, dovremo escludere l&#8217;ecobonus (interventi di efficienza energetica), perchè è molto probabile che non possieda alcuni requisiti di accesso. Ma potremo usufruire del <strong>sismabonus</strong>, come chiarito anche dall&#8217; Agenzia delle Entrate nella&nbsp;<a href="https://www.dmrarchitettura.it//wp-content/uploads/2021/01/Risposta-n.-17-del-7-gennaio-2021.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>risposta all’interpello numero 17 del 7 gennaio 2021</strong>.</a> </p>



<p>Ma c’è una regola da tenere bene a mente:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>“Tale possibilità, tuttavia, è subordinata alla condizione che nel provvedimento amministrativo che autorizza i lavori risulti chiaramente il cambio di destinazione d’uso del fabbricato in origine non abitativo e che sussistano tutte le altre condizioni e siano effettuati tutti gli adempimenti previsti dalla norma agevolativa”</em>.</p></blockquote>



<p>Recuperare un rudere è un piccolo gesto per recuperare la storia dell&#8217;intero paese, per ridare la giusta dignità ai nostri paesaggi, ricchi di storia e di cultura.<br>Per dubbi e altre curiosità lascia un commento oppure <a href="mailto:%20da&#118;id&#46;&#109;o&#115;&#99;u&#122;za&#64;ho&#116;&#109;a&#105;l.&#99;&#111;m">scrivici in privato.</a> Non dimenticare di iscriverti alla newsletter per ricevere in anticipo le ultime novità.</p>



<p class="has-text-align-right">L&#8217;architettura è di casa.</p>



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<p>P.S. Vendere casa? Sei un architetto e vuoi un pubblicare il tuo ultimo progetto? Per servizi fotografici di architettura professionali e mozzafiato noi ci rivolgiamo a <a href="https://www.instagram.com/roberto_celestri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Roberto Celestri</a>, videomaker di Noto (SR), classe 2000, ma con già all’attivo numerose importanti collaborazioni ed esperienze artistiche.</p>



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